Riflessioni sulla “crisi”

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “Superato”.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c‘è merito.
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.
Albert Einstein

Dopo l’urgenza la vita riprende esattamente come prima, senza cambiamento, mentre la crisi è uno stato decisivo e vitalmente importante nell’esistenza di un individuo e ha un aspetto di maturazione. La crisi è un segnale di allarme che indica un incrocio dal quale non è possibile ritornare al precedente equilibrio e la vita non può continuare come prima. Paul- Claude Racamier

Il pensiero di uno scienziato ed uno psicanalista , tra i tanti che hanno riflettuto sul senso della crisi. Crisi del mondo esterno a noi e crisi del mondo interno.
Le crisi possono essere un terreno fertile e possono portare a costruire un nuovo equilibrio individuale, sociale, economico, politico ed ecologico.
La parte più difficile è vivere dentro alla crisi perchè significa perdere punti di riferimento e andare avanti nell’incertezza e nell’impotenza. Ogni crisi ha bisogno infatti di un suo tempo che permetta di trovare un nuovo adattamento. E’ quindi “l’attraversamento” che ci mette in difficoltà.

Il periodo che stiamo vivendo è quindi un” attraversamento” mondiale in cui si possono osservare diverse manifestazioni: paura del contagio, di perdere i propri cari, del danno economico; rabbia e impotenza; dolore per le perdite che si stanno subendo; negazione che può portare alla sfida e a gesti poco prudenti; accentuazione di un vissuto di solitudine per chi già ne soffriva; esasperazione per situazioni di convivenza familiare disagevole.
Sono tutte reazioni normali in un periodo di criticità acuta e che chiama tutti noi a trovare strategie per compiere un attraversamento che sia sufficientemente buono.

Proviamo a individuare tre risorse:
una cosa* vecchia che mi rassicura
una cosa* presente che mi impegna e che mi gratifica
una cosa* futura che mi stimola ad andare avanti in quanto è un nuovo obiettivo

* cosa è usato come generico per indicare qualsiasi oggetto, persona, attività, libro, film,

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